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giusto e moglieHo tre grandi passioni: il lavoro, la politica e la famiglia.

L’ordine non è di importanza, ma cronologico.

Il lavoro, le auto, i motori, l’officina, l’azienda di famiglia sono stati i miei luoghi, fin da quando ero bambino.

Fin da giovane, al lavoro, ho affiancato l’interesse per la vita pubblica del Comune di San Giovanni al Natisone, iniziando a seguire i consigli comunali, tenendomi informato, scoprendo la politica, perché mi piaceva l’idea di essere un cittadino attivo, consapevole della realtà in cui, anche oggi, vivo e lavoro.

Poi, dal ruolo di osservatore, nel 2004 sono passato all’impegno in prima persona candidandomi per la prima volta alle elezioni comunali: la passione per la cosa pubblica era riuscita a vincere la mia timidezza, il mio essere poco incline a mostrarmi.

La mia prima candidatura è nata ragionando assieme, poiché. nel frattempo. tra lavoro e politica mi sono costruito anche una famiglia: una moglie e una figlia, che hanno rivoluzionato un po’ il mio privato, portandovi confusione, allegria e, come accade a tutti i papà, qualche pensiero in più.

DSC_0511Sono un “friulano tutto d’un pezzo” come mi ha definito una volta un giornalista. Una persona che crede nei valori della famiglia e nell’importanza di appartenere ad un territorio, che ha una storia precisa, forte e solida.

Non sono un uomo di tante parole, ma di fatti concreti. Questo non significa però che io sia una persona chiusa.

Il mio libro preferito – Il Gabbiano Jonathan Livingston – racconta di un gabbiano che voleva imparare a volare in modo perfetto, non solo per potersi procurare il cibo, ma per la bellezza, per la perfezione che il volo rappresentava. Una ricerca intensa, costante, creativa.

“Si può sempre migliorare” è la mia frase tipo, il mio mantra, il mio modo di affrontare le sfide di ogni giorno. L’aprirsi a nuove soluzioni, a nuove conoscenze, il mio intestardirmi nel guardare avanti, nel cercare alternative valide, nello sviluppare progetti.

DSCN0429Con questo spirito ho raccolto la sfida della presidenza di ASDI Sedia nel 2009, affidandomi ad un team di giovani, perché, se è vero che qualcuno inizialmente ha dubitato dell’azzardo della mia scelta, io ho preferito dire basta: perché un giovane non ha ancora sviluppato preclusioni, non ha ancora nella testa quel “ma questo non si può fare” che, tanto spesso, blocca buone iniziative sul nascere. Lo fa perché ci crede.

Uomo del fare, amo i numeri piuttosto che le lettere, per questo preferisco il sudoku al cruciverba.

Amo i silenzi della montagna, ma mi adatto al mare per far contente le mie donne, perché anche al mare posso prendere la bicicletta e andare a caccia di luoghi tranquilli o magari cucinare una buona grigliata per gli amici. Perché cucinare è una cosa che mi rilassa e che mi riesce davvero bene, il mio frico, ad esempio, è davvero un’autentica prelibatezza.

Una delle cose a cui tengo di più è, nonostante i numerosi impegni, essere un papà presente nella vita di mia figlia Elena che mi somiglia in quanto a cocciutaggine e creatività.

Certo, come tutti non sono privo di piccoli difetti, ma del resto il mio nome è “Giusto” e non.. perfetto!

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