Home » Bilancio » Il sondaggio: quali proposte vorresti vedere realizzate a San Giovanni?

In occasione della presentazione delle linee programmatiche di mandato avevamo proposto una serie di integrazioni progettuali che però non sono state accolte dalla maggioranza. Ci eravamo immaginati, pur nella normale dialettica tra maggioranza e opposizione, una maggiore volontà di collaborare per raccogliere le idee migliori per il capoluogo e le sue frazioni, al fine di realizzare appunto una gestione dell’ente partecipata e non verticistica.

Chiediamo ora a voi di votarle per capire se le condividete, se e quali preferireste venissero realizzate: creazione di uno sportello per il monitoraggio dei bandi e dei finanziamenti europei, sviluppo di progetti di co-working e temporary shop, realizzazione di un Albo comunale delle baby sitter, realizzazione di una welcome box per i nuovi nati e adesione al “progetto pannolini lavabili”, istituzione del Consiglio comunale dei ragazzi, utilizzo del deposito merci della stazione ferroviaria come spazio per il Museo della partenza e del ricordo, organizzazione di un weekend delle associazioni e creazione di un forum dei cittadini migranti.

Inoltre, vi chiediamo di segnalarci le vostre idee e progetti, di raccontarci cosa può essere importante per voi, perché il bilancio non deve essere solo un argomento per addetti ai lavori

Quali proposte vorresti che fossero realizzate a San Giovanni? (al massimo due risposte)

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One thought on “Il sondaggio: quali proposte vorresti vedere realizzate a San Giovanni?

  1. Il 27 novembre si è svolto il (presumibile) ultimo consiglio comunale del comune di San Giovanni al Natisone. Una sessione convocata per permettere l’utilizzo di risorse resesi disponibili a seguito della comunicazione della Regione che al comune di San Giovanni non sarà richiesto alcun rimborso di extragettito IMU. Una notizia veramente positiva, che consente di stralciare dal bilancio lo stanziamento di € 60mila accantonati per tale pretesa del Governo centrale. Con la messa a disposizione di quell’importo, unitamente alla revisione del trasferimento dovuto all’ambito socio-assistenziale di Cividale, che ha comportato una riduzione della spesa di € 23mila, si son potute finanziare alcune opere, di importo contenuto, che da tempo erano state programmate, ma la cui realizzazione era sempre stata rinviata per la mancanza di fondi. Voto favorevole unanime da parte di tutto il consiglio a questa variazione di bilancio, quindi compresa la nostra minoranza , ben contenta di questa decisione, avendo contribuito nella passata amministrazione alla “messa in cantiere” di questi interventi. Quando le proposte sono condivisibili, non si può far a meno di concordarvi, nello spirito di contribuire al bene comune dei cittadini e della comunità. Altrettanto coinvolgimento non si è riscontrato da parte della maggioranza che, in contrasto con l’obiettivo sbandierato in campagna elettorale, del “bilancio partecipato”, ha respinto la mia mozione per la reintroduzione della COMMISSIONE BILANCIO. Questo organismo permetterebbe una disanima delle problematiche emergenti nella stesura del bilancio di previsione, che è lo strumento su cui si incardina tutta l’attività amministrativa comunale, con l’apporto di ulteriori idee e suggerimenti. Oltretutto, è da considerare che i consiglieri di minoranza sono portatori delle istanze dei cittadini loro elettori, che rappresentano in seno al consiglio e che sono percentualmente maggioritari.
    Purtroppo ancora una volta la maggioranza si è chiusa in un monolitico rifiuto della nostra collaborazione, che nessuno ha nemmeno cercato di giustificare per avvalorare la propria posizione, trincerandosi unicamente dietro le ripetute e reiterate affermazioni del sindaco, lette ancora una volta, sulla “perdita di efficienza” causato dall'”ulteriore passaggio” che comporterebbe l’introduzione della commissione Bilancio. Non è importante, secondo chi attualmente guida il Comune, un migliore strumento di programmazione, basta che non ci siano intoppi “burocratici”! Per ora ne prendiamo atto, ma non ci rassegniamo.

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