Home » Comune di San Giovanni al Natisone » By-pass a San Giovanni? «Meglio altri progetti»

11/01/2015 – Nell’assemblea pubblica sono emersi molti dubbi sulla realizzazione dell’opera «È preferibile investire i fondi pubblici per rilanciare l’economia del territorio»

Un’assemblea per parlare di viabilità e di scelte per il territorio affidate ai comuni di San Giovanni al Natisone e Manzano da parte della Regione e condivise con i cittadini. Oggetto il by-pass di San Giovanni, che dovrebbe collegare il nuovo ponte sul Torre a Viscone con la rotonda di “Calligaris” a Manzano, realizzando un nuovo ponte sul Natisone a Bolzano per un importo totale di 32 milioni di euro. Fondi che potrebbero essere dirottati in altri progetti dedicati al territorio qualora non si volesse realizzare la strada.

Un progetto che, però, non comprende la riqualificazione dell’ex polveriera né serve la zona industriale di Medeuzza che, comunque, riverserà il traffico sulla vecchia viabilità. «Nella situazione di pre-crisi nella quale è nato il vecchio progetto – ha introdotto il sindaco Valter Braida – questo sarebbe risultato tardivo e insufficiente. Le cose non sarebbero cambiate nemmeno con l’opera stessa».

A relazionare sul progetto del by-pass è stato l’assessore Carlo Pali. «Una strada che avrà ripercussioni sia sociali che ambientali – ha spiegato – Si tratterebbe del quarto ponte sul Natisone in meno di un chilometro e i piloni saranno a 30 metri dalla prima casa e dal centro storico di Bolzano. La stessa Santoro ha affermato che la realizzazione del ponte è superata e necessita di consensi del territorio. Se San Giovanni e Manzano propenderanno per il no, dovremo presentare alla Regione dei progetti per portare benefici al territorio».

La maggioranza di San Giovanni è sostanzialmente contraria alla realizzazione del by-pass, tuttavia, si mette in discussione annunciando di tenere in considerazione istanze, proposte e idee di cittadini e minoranze. Meno decisa è la posizione di Manzano. «L’amministrazione di Manzano non ha ancora una risposta certa. Il progetto iniziale era condiviso, la parte dei 32 milioni di contributi statali è vincolata mentre la parte regionale è utilizzabile. È facile per la Regione dire che i fondi saranno dirottati sul territorio, non vorremmo rimanere in brache di tela».

Gessica Mattalone | Fonte: messaggeroveneto.geolocal.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *