Home » Comune di San Giovanni al Natisone » Frenata dell’export per coltelli e componenti Bene vini, sedia e mobile

chairdistrict28/01/2015 – Distretti friulani in frenata nel terzo trimestre del 2014. Alcuni dati macroeconomici relativi al periodo luglio-settembre avevano fatto già presagire il calo ed erano stati evidenziati da Confindustria. Adesso lo certifica anche il report di Intesa Sanpaolo, che si basa sulle statistiche dell’Istat. L’export dei distretti ha accusato dunque una flessione complessiva pari al 5,2 per cento, dopo quattro trimestri di crescita superiore alla media italiana. Ha pesato soprattutto l’inversione di tendenza della componentistica e termoelettromeccanica friulana, con un meno 8,5 per cento che, dopo un ottimo 2013, ha subito un calo dei flussi verso gli Stati Uniti. Altri tre distretti della regione hanno chiuso il terzo trimestre dello scorso anno in territorio negativo: si tratta del prosciutto di San Daniele (penalizzato dal ridimensionamento delle vendite negli Stati Uniti dopo il balzo del 2013), i coltelli e forbici di Maniago (che ha risentito soprattutto delle perdite subite in Germania e Russia) e gli elettrodomestici di Pordenone (in forte calo in Russia e Germania). Sono cresciuti, invece, gli altri tre distretti della regione: il mobile di Pordenone (+11,3 per cento), le sedie e i tavoli di Manzano (+4,2 per cento) e i vini del Friuli (+3,7 per cento). Il primo ha registrato un forte aumento delle vendite nel Regno Unito e ha conseguito buoni risultati in Francia e Spagna. Le sedie e i tavoli di Manzano sono riuscite a riportarsi in territorio positivo dopo otto trimestri consecutivi di calo, grazie al ritorno alla crescita sul mercato tedesco, al contributo positivo del Regno Unito e al balzo delle vendite in Arabia Saudita e negli Emirati. I nostri pregiati vini, infine, sono stati spinti dalla significativa crescita delle vendite dall’altra parte del mondo, in Australia, Cina e Giappone, che ha compensato gli arretramenti subiti negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Tuttavia, anche i tre distretti in crescita nel 2014 evidenziano un significativo ritardo rispetto ai livelli pre-2009. Ma in quali parti del mondo il Made in Friuli “tira”? A livello geografico i distretti hanno ottenuto brillanti performance soprattuttonel Regno Unito (bene il mobile di Pordenone e la componentistica e termoelettromeccanica friulana), nel Myanmar (componentistica e termoelettromeccanica friulana) e in Arabia Saudita (sedie e tavoli di Manzano e componentistica e termoelettromeccanica). In controtendenza rispetto alla media italiana, hanno invece sofferto un calo quasi generalizzato dell’export negli Stati Uniti. Performance particolarmente negative sono state ottenute anche in Turchia, Corea e Russia, dove vige l’embargo. Dai dati relativi agli ammortizzatori sociali emergono indicazioni piuttosto negative, evidenti dall’accelerazione delle ore autorizzate di Cassa integrazione guadagni, e straordinaria tra gennaio e novembre 2014. Spiccano, in modo particolare, le sedie e tavoli di Manzano, il mobile del Livenza e Quartier del Piave, la componentistica e termoelettromeccanica friulana e gli elettrodomestici dell’inox Valley.

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Autore: Maurizio Cescon | Fonte: messaggeroveneto.gelocal.it

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