Home » Comune di San Giovanni al Natisone » L’intervento di Giusto Maurig in Consiglio comunale su Legge R. 26/2014

L’intenzione dichiarata del Legislatore con questa legge è di diminuire i costi della pubblica amministrazione e aumentare la qualità dei servizi.

Intenzione sicuramente condivisibile, ma non altrettanto condivisibili sono modalità, metodologie e tempistiche di attuazione.

Il Legislatore si prefigge di aggregare più comuni prendendo come base il numero di abitanti complessivo e l’appartenenza ad un ambito socio – assistenziale, ma non invece degli standard minimi di qualità ed efficienza dei servizi offerti.

Si sta avvicinando rapidamente il momento in cui andrà dichiarata l’adesione all’ UTI ed effettuata la scelta dei servizi da condividere.

Siamo perciò a chiederLe Signor Sindaco quale sia la posizione al riguardo del nostro Comune.

Quali siano i servizi scelti e come intenda condividerli.

Se concorda che non c’è un’armonizzazione normativa fra le leggi

Per questo l’Assessore Panontin ha ammesso esplicitamente la necessità di una legge di manutenzione

Si tratta di scelte che andranno ad impegnare le prossime amministrazioni per molti anni a venire, ma soprattutto avranno ricadute importanti sulle nostre comunità al momento ignare o parzialmente ignare di quello che sta accadendo.

La maggior parte dei Comuni si è espressa su questo tema evidenziandone i punti di forza, ma soprattutto le criticità al punto che, ad esempio, fra le amministrazioni che dovrebbero andare a comporre la “nostra” UTI vi sono posizioni diametralmente opposte, che arrivano fino all’ipotesi di impugnare la legge.

Come dobbiamo interpretare il silenzio Suo e della sua maggioranza?

Si tratta forse di “silenzio-assenso” un silenzio cioè dettato dall’affinità politica con l’attuale maggioranza regionale che intende imporre al nostro territorio una road map di riforme incalzanti, dettate più dalla necessità di apparire riformatori, piuttosto che dal voler ben amministrare con la saggezza del buon padre di famiglia?

Come si può rendere operativa una legge che prevede cambiamenti tanto profondi del nostro tessuto amministrativo senza aver predisposto tutto l’impianto delle leggi collegate in primis quella sulla finanza locale?

E’ come costruire una casa e dichiarare l’opera conclusa senza che essa abbia il tetto o gli infissi o le tubature o i collegamenti elettrici. I muri da soli non ne fanno un luogo abitabile. La casa esiste certo, ma lasciata così non può svolgere la sua funzione di luogo in cui vivere e trovare riparo.

Il vostro silenzio fa sì che andremo ad accettare supinamente ogni decisione presa sulle nostre teste e supinamente entreremo in una UTI dove altri prenderanno le decisioni per noi e le prenderanno a loro vantaggio, perché sarà ormai impossibile per il nostro comune assumere una posizione diversa, perché non avrà più i numeri per farlo: sarà una mera questione matematica, non più di scelta condivisa.

E’ questo che vogliamo?

E’ questa la strada che state preparando?

O meglio il vicolo cieco?

Accettare un lavoro fatto da altri è certamente la scelta più comoda per il breve lasso di un mandato, perché la critica comporta la capacità di mettere sul tavolo delle controproposte, la capacità di costruire valide alternative, di avere una visione di lungo periodo.

Non sono e non siamo contrari alla riforma, ma chiediamo un ragionamento e un confronto trasparente anche con i comuni contermini, al fine di addivenire a quei correttivi che potranno essere inseriti nei regolamenti attuativi o nella eventuale legge di manutenzione.

Per questo, signor Sindaco, le chiediamo oggi in questa sede di farsi promotore della convocazione di un consiglio comunale congiunto, aperto a tutti i comuni che, secondo la Regione, dovrebbero andare a comporre l’UTI del Natisone al fine di esplicitarne le posizioni in maniera ufficiale alla presenza degli amministratori regionali – come era stato fatto dal Comune di Cividale in occasione dell’approvazione della legge di riforma della sanità. Contestualmente. Chiediamo inoltre che da quell’assemblea congiunta sia portata all’attenzione dell’assessore regionale la richiesta dello slittamento di un anno delle tempistiche di legge al fine di individuare i correttivi necessari e le eventuali soluzioni alternative.

Non concordiamo sul chinare il capo senza far sentire la nostra voce.

Se così sarà deve restare agli atti che è stata una Sua Volontà, non la nostra.

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