Home » Comune di San Giovanni al Natisone » Esternalizzare il servizio mensa? No, grazie. Il caso di Campoformido ad esempio

cuoche_hdrPubblichiamo l’articolo del Messaggero Veneto di ieri sul caso Mensa di Campoformido. Ci auguriamo possa rappresentare un esempio anche per l’amministrazione attuale di San Giovanni al Natisone.

Le tre cuoche degli asili vanno in pensione. Ma saranno presto sostituite

18/05/2015 – La cuoca della scuola è nei ricordi di ciascuno. Impossibile dimenticare chi ci ha scodellato la minestra più buona del mondo, chi ci ha asciugato una lacrima e a volte anche il naso: una via di mezzo fra la maestra e la mamma. Entro l’anno solare, tutte e tre le cuoche, ognuna da più di 30 anni negli asili del comune di Campoformido, andranno in pensione. Ma presto saranno sostituite, sempre da personale comunale fisso.

Si tratta di Rossella Garzitto e di Irene Tatone, della scuola dell’infanzia del capoluogo, e Sandra Romanello, che invece presta servizio in quella di Villa Primavera. «Cuoche meravigliose – afferma il sindaco Monica Bertolini -, che hanno lavorato con passione e dedizione, esempio di professionalità, disponibilità e umanità. I genitori erano preoccupati – aggiunge la prima cittadina -, tant’è che dalla campagna elettorale si era sparsa voce che avremmo affidato la gestione a una ditta esterna. Mai c’è stata intenzione di esternalizzare il servizio, ci teniamo troppo al benessere dei nostri piccoli. Infatti, abbiamo fatto ricorso a un bando mobilità per tre posti. Ben nove le domande di personale proveniente da altre strutture pubbliche. A breve la nomina della commissione per il vaglio dei punteggi, a fine maggio la prova orale. Prima della graduatoria definitiva, è necessario verificare se ci siano aspiranti fra il personale della Provincia».

Fonte: messaggeroveneto.gelocal.it | Immagine: Dafne Tafuri

One thought on “Esternalizzare il servizio mensa? No, grazie. Il caso di Campoformido ad esempio

  1. Questo vuol dire affrontare i problemi e risolverli, anziché subirli ed adeguarsi alle circostanze. A San. Giovanni era possibile trovare una soluzione diversa dalla esternalizzazione del servizio mensa, o almeno si poteva provare, confrontandosi con l’associazione “Noi insieme” che per tanti anni aveva curato tale servizio in maniera volontaristica, ma efficacemente. Ma questo passo, che sembrava logico, non è stato fatto (e non si capisce perché). E non si dica che il servizio costerà uguale e sarà della stessa qualità. Qualsiasi ditta di catering lo fa per un (giusto) profitto e non potrà avere la stessa cura che aveva l’associazione “Noi insieme”.

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