Home » Senza categoria » Il via libera di Cividale non sblocca l’impasse UTI. Arriva il commissario

Alle richieste dei gruppi di minoranza il Sindaco di San Giovanni ha sempre dichiarato che fra i sindaci c’era sostanziale accordo…

Pubblichiamo qui sotto l’articolo del 22 agosto del Messaggero Veneto (di Lucia Aviani) relativo agli ultimi sviluppi relativi alla votazione sull’atto costitutivo e statuto dell’UTI del Natisone.

Sette voti a favore (da Cividale, Remanzacco, Buttrio, San Giovanni al Natisone, Manzano, Stregna e Savogna), altrettanti contro, due astensioni, un assente: l’atto costitutivo e lo statuto dell’Uti del Cividalese, destinata a includere 17 municipalità, non sono passati.

Nessuna sorpresa, in realtà: l’esito del confronto in conferenza dei sindaci – l’organismo si è riunito giovedì sera, nella sala consiliare della città ducale, ed è rimasto al lavoro per ben cinque ore – era pressoché scontato, considerato che 8 Comuni (Pulfero, Corno di Rosazzo, Torreano, Prepotto, Grimacco, San Leonardo, San Pietro al Natisone e Drenchia) avevano presentato ricorso contro la specifica legge regionale e che pure gli altri non hanno mai manifestato condivisione al riguardo.

A cominciare da quello capofila, Cividale, contrario alla proposta di riordino «per ciò che la stessa – motiva il primo cittadino, Stefano Balloch – implicherà a livello gestionale».

I sette voti favorevoli espressi, dunque, «non vanno fraintesi», puntualizza sempre Balloch. «Non erano certo segno di appoggio alla normativa – motiva il primo cittadino di Cividale che appartiene a Forza Italia -. Volevano, semplicemente, avallare un documento che risulta il frutto di una serie di incontri fra i segretari comunali e i sindaci dei 17 municipi destinati a comporre l’Uti locale: un atto prettamente tecnico, che focalizzava l’attenzione, per fornire appena qualche esempio, su tematiche quali stemma e gonfalone, sub-ambiti, ufficio di presidenza, sistema di ponderazione di voto, figura del direttore generale e così via. Ogni Comune ha recato il proprio contributo: il risultato, a mio parere, è stato migliorativo della legge. Per tale motivo Cividale e altri sei Comuni hanno detto sì al testo».

Ma non lo hanno fatto ulteriori sette sindaci, come accennato (pur manifestando apprezzamento, durante le dichiarazioni di voto, per l’opera svolta), mentre due – quelli di Premariacco e Moimacco – si sono astenuti. Assente Drenchia.

Il risultato impone l’arrivo di un commissario, che dovrà emanare un nuovo statuto («La speranza – auspica Balloch – è che si tenga conto dei contenuti del documento da noi prodotto»), il quale andrà portato in votazione in tutti i 17 Comuni coinvolti, che dovranno approvarlo a maggioranza qualificata.

L’epilogo dell’iter, così, è incerto: se la nuova bozza incontrasse, anch’essa, degli ostacoli, la Regione dovrebbe nominare un secondo commissario, che

dovrebbe sostituirsi alle assemblee civiche e procedere al varo dello strumento. Morale: «Personalmente – chiosa il sindaco di Cividale – giudico alquanto remota l’ipotesi che il sistema delle Uti debutti, come previsto, il primo gennaio del prossimo anno».

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