Home » Comune di San Giovanni al Natisone » Dichiarazione di voto sull’approvazione dell’atto costitutivo e statuto UTI Natisone

 

Noi Consiglieri della lista “PROGETTO COMUNE” ci siamo sempre dichiarati contrari all’istituzione delle UNIONI TERRITORIALI INTERCOMUNALI, introdotte dalla L. 26/2014 per una molteplicità di motivazioni.La prima è di carattere istituzionale poiché questi enti manifestano caratteristiche di incostituzionalità ben evidenti, considerato che la Costituzione Italiana, all’art.114, recita testualmente: “La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato”. Istituti che vengono richiamati anche nei successivi artt. 118 e 119, quando si parta di autonomia amministrativa e finanziaria di tali Enti. Queste UNIONI TERRITORIALI INTERCOMUNALI contrastano anche con la Legge Costituzionale 1/63, ovverossia con lo Statuto dell’autonomia speciale della Regione Friuli-Venezia Giulia, il cui art. 4 inizia con il rimando alla Costituzione e ai suoi principi, cui deve “armonizzarsi” la sua potestà legislativa riguardo l’ordinamento degli enti locali. Mentre all’art. 59 si ribadisce che  “le  Province  ed i Comuni della Regione sono Enti autonomi ed hanno ordinamenti  e  funzioni  stabilite  dalle  leggi dello Stato e della Regione”. Nessun accenno ad altri Enti, nessun riferimento ad Unioni, né fra Comuni, né fra altri Enti locali.Il nostro dissenso è ulteriormente rafforzato dalla constatazione che con le UTI i Comuni perdono la loro libertà gestionale, risultando soppressa qualsiasi autonomia e dignità di autogoverno, riconosciuti agli enti comunali da Costituzione e Statuto Regionale, che di fatto vengono fagocitati dai nuovi (illegali) enti, ai quali il Comune è OBBLIGATO ad aderire. Questa convinzione viene rafforzata anche da quanto contenuto nello statuto in approvazione, constatato quanto affermato all’art. 19-p.4-, dove dice che “L’assemblea dell’Unione vota la proposta…(omissis), sentiti i consigli Comunali aderenti, che si esprimono con parere obbligatorio non vincolante…(omissis). Decorso il predetto termine, l’Assemblea delibera prescindendo dai pareri”. Cioè, i Comuni sono obbligati a rilasciare un parere che NON è vincolante e, comunque, l’Assemblea decide a prescindere da tali pareri! C’è da aggiungere altro?Se non basta, ricorriamo all’art.28 – Principi Generali – in cui si dice  che “l’attività amministrativa dell’Unione si svolge nell’osservanza del principio di distinzione tra compiti politici di indirizzo e controllo, riservati agli organi di governo dell’Unione…” Quindi si conferma ancora una volta che le UTI determineranno gli indirizzi politici dell’ente, che varranno anche sul territorio di quei comuni che, magari, la pensano diversamente, quelli che hanno eletto un Sindaco con un programma condiviso dai cittadini, che aveva un “indirizzo politico” diverso, ma che deve sottostare alle decisioni della maggioranza dell’Unione, da nessuno eletta!

Oltre a ciò, la nostra discordanza con questa Legge è consolidata anche dalla consapevolezza che non porta vantaggi nemmeno in termini finanziari, convinti come siamo che saranno maggiori i costi dei benefici. A tal proposito rimandiamo alla consultazione dello studio effettuato dal CENTRO STUDI SINTESI, dove si dimostra con dati ufficiali alla mano, quanto da noi asserito. D’altra parte, anche l’assessore Pali, membro della vostra Giunta, nel suo intervento effettuato nell’ultimo consiglio comunale, ha testualmente scritto che “…L’UTI rappresenta un probabile aggravio di costi amministrativi e un aumento della complessità della macchina burocratica ed amministrativa….”. Lo invito ad essere coerente ed intellettualmente onesto, dissociandosi dall’approvazione di questo atto costitutivo e del relativo statuto.La nostra opposizione, oltre gli aspetti istituzionali e finanziari, riguarda anche aspetti gestionali di merito. Questo atto costitutivo e questo statuto sono frutto degli incontri avvenuti fra i sindaci, circoscritti a quelle adunanze “riservate” e non sono mai stati portati all’attenzione del  consiglio comunale, per una discussione che coinvolgesse tutti gli amministratori., rendendoci partecipi della formazione di tali atti. E tale contrarietà viene maggiormente rafforzata dall’intervento di un Commissario che, obtorto collo, ha dovuto approvarli, sostituendosi all’Assemblea dei sindaci che, per ben due volte, l’ha bocciata.Noi di “Progetto Comune” non concordiamo con la svendita della nostra autonomia amministrativa, specialmente se non porta nemmeno benefici economico-finanziari. Questa è una scelta che lasciamo a voi della maggioranza, sarà una decisione vostra e solo vostra, dalla quale ci dissociamo nettamente.Per tali motivazioni, noi Consiglieri di “Progetto Comune”, non partecipiamo al voto ed usciamo dall’aula.

p. PROGETTO COMUNE

– Ercole Ponton-

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