Home » Comune di San Giovanni al Natisone » Manzano e San Giovanni la parola passa ai cittadini
Referendum per la fusione fissato il 6 novembre. Parte la campagna per il sì. I proponenti: «Avremo più peso nell’Uti del Natisone e maggiori risparmi».
La parola passa ai cittadini. Il 6 novembre Manzano e San Giovanni al Natisone conosceranno il loro destino: finalmente sposi, o, ancora una volta, separati. È quella la data fissata dalla Regione per il referendum della fusione. Bisognerà superare lo scoglio della “doppia maggioranza”. In entrambi i Comuni, infatti, i voti del sì dovranno superare quelli del no. L’iter è iniziato il 27 luglio ed è continuato con la raccolta di 1.600 firme a favore dell’unione. Ora saranno i 12.500 abitanti a decretare le sorti del nuovo ente che si chiamerà Manzano San Giovanni al Natisone. Se passasse la linea del sì il comune diventerebbe il più grande dell’Uti del Natisone. «Peseremo di più a livello politico e decisionale e ci saranno maggiori risparmi», dicono i proponenti del referendum che già martedì si ritroveranno per definire i dettagli della campagna per il sì. Di sicuro ci saranno incontri nelle diverse frazioni dei comuni, e verranno distribuiti volantini e depliant per spiegare i vantaggi della fusione. «Vogliamo contare di più – spiega Lorenzo Alessio, capogruppo di Progetto Manzano – in un ambito in cui Cividale ha, per ora, il suo peso maggiore. Per farsi sentire contano i numeri e, in caso di vittoria al referendum, li avremo. La fusione rappresenta l’unica svolta per le due realtà di fronte alle Uti che stanno facendo acqua dappertutto. La nostra sarà una riforma non calata dall’alto, ma che partirà dal basso». Il 3 settembre l’assessore regionale Paolo Panontin aveva inviato una mail ai proponenti chiedendo se ritenevano che «i tempi fossero maturi per il referendum» e «se l’attività di condivisione del progetto con la popolazione fosse giunto a buon punto». «L’attività è stata tutta a nostro carico, dal punto di vista economico – risponde Daniele Macorig, capogruppo di Ricostruiamo Manzano –. La Regione ha fatto finta di nulla e ci ha fatto una domanda dimostrando una volta di più di avere scarsa visione». «L’Uti del Natisone è fallimentare – continua Macorig – perchè raggruppa comuni dalla montagna alla pianura. L’unica risposta certa ai problemi è la fusione». Qualora fosse il “sì” a vincere i due comuni verrebbero, con molta probabilità, commissariati a partire dal primo gennaio. «I risparmi saranno notevoli – dice Cesare Mangoni, capogruppo di Movimento Libero, che già parlava di referendum nel 2014 –. Accorperemo il personale dei comuni. Avremo meno dirigenti e i risparmi saranno notevoli. Il nostro è un progetto economico, non politico». Soddisfatto anche Giusto Maurig, capogruppo di Progetto Comune: «La fusione è un progetto di crescita, una scelta vincente. E saranno i cittadini a darci una mano».
Autore: Davide Vicedomini | Fonte: Messaggero Veneto

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