Home » Comune di San Giovanni al Natisone » Maurig: io voterò SI perché oggi uniti SI cresce

Pubblichiamo la risposta del capogruppo di Progetto Comune, Giusto Maurig, all’articolo apparso sul Messaggero Veneto in data 18 settembre.

Ormai è passato un anno dall’inizio dell’iter per la fusione tra San Giovanni e Manzano e, una volta effettuato il referendum, ne trascorreranno ancora quasi due prima di vedere uniti in via definitiva i nostri comuni.
In un momento storico in cui tutto corre veloce e i cambiamenti sono repentini tre anni di tempo non sono pochi.
Su questo tema la popolazione è stata e verrà chiamata ad esprimersi più volte: ricordiamo le oltre 1600 firme dei sottoscrittori, poi il referendum stesso e le successive elezioni amministrative, quando saranno votati gli amministratori del comune unito.
Tutto questo iter fino ad oggi è stato portato avanti con l’esclusivo autofinanziamento da parte dei proponenti il referendum, incoraggiati nel loro impegno dai positivi riscontri da parte dei cittadini e dalle firme raccolte a sostegno, che ne fanno un’iniziativa che parte della base e che, come tale, merita il più alto grado di rispetto e considerazione.
Crediamo che il nascondersi di alcuni zelanti amministratori locali dietro la dichiarazione “prima le UTI e poi tutto il resto” sia solo dettata dall’esigenza di conservare la poltrona. Anteporre ad ogni altra soluzione istituzionale le UTI, ovvero un progetto di governance territoriale calato dall’alto, che sposta la sede delle decisioni riguardanti il nostro territorio in un altro luogo (leggasi Cividale del Friuli) senza, in questo caso, aver mai coinvolto la popolazione che non si è potuta e mai si potrà esprimere su queste scelte, è un comportamento miope e totalmente privo di visione prospettica.
Gli stessi sindaci hanno ammesso che una volta definita l’UTI i consigli comunali non avranno potere di influire sulle scelte fatte e, per quanto riguarda San Giovanni al Natisone, va sottolineato come il Sindaco Braida sia stato escluso dal comitato di presidenza, relegando il nostro comune ad un ruolo di margine, nel margine: una comparsa muta, all’angolo di una scena interamente gestita da altri.
Il passaggio al sistema delle UTI sta già costando centinaia di migliaia di euro  ancor prima di iniziare a funzionare e nessuno, ad oggi, vi può dire se e quando questo nuovo ordine entrerà realmente in funzione.
La fusione aumenterà il peso politico dei due Comuni, il loro potere decisionale e farà diminuire i costi, liberando risorse utili per le due comunità.
Questo è un dato di fatto oggettivo.
L’UTI rimane invece un qualcosa di indefinito e poco chiaro, soggetta a continui cambiamenti normativi da parte della Regione, ma per questo decisamente più comoda da dare in pasto all’opinione pubblica di volta in volta come grande riforma che porterà alla chiusura delle provincie, ma sempre più spesso come alibi, per giustificare la mancanza di idee per il futuro, da parte di chi non l’ha scelta, ma solo supinamente accettata.
Votare sì alla fusione significa guardare al futuro in maniera costruttiva e positiva; significa riguadagnare forze e risorse per tutelare i nostri cittadini, facendolo alla luce del sole e non nelle chiuse stanze del palazzo; significa salvaguardare la centralità dei nostri territori che l’UTI del Natisone ci sta togliendo.
Nessuna “annessione” dunque, bensì una connessione tra due realtà affini per continuare ad essere protagonisti in un mondo che richiede sempre più connessioni e meno divisioni.

Votiamo sì per continuare ad essere protagonisti!

PALI

Puoi leggere qui l’articolo del MV!

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