Home » Comune di San Giovanni al Natisone » Nuova guida per “Tutti in pista” ma resta il nodo del velodromo
L’articolo di oggi pubblicato sul Messaggero Veneto (l’articolo è di Gessica Mattalone).
Fumata bianca per l’associazione “Tutti in pista”. Nel corso dell’ultima riunione, dopo il momento di stallo nella precedente, è stato eletto un consiglio direttivo e un nuovo presidente: guiderà il sodalizio Anna Colloricchio, vicepresidente Enrico Bernardi; resta in consiglio Andrea Schiffo, ex vicepresidente.«Il direttivo si sta organizzando per attivare una segreteria efficiente che lavori per la programmazione delle attività – spiega Schiffo -; direttore sportivo del centro resterà Luca Plaino, tecnico accreditato». I problemi di fondo sembrano comunque permanere: se ci sono stati contatti con il Comune per la riparazione di alcune imperfezioni sulla pista del velodromo, non c’è stato alcun apporto se non la richiesta all’associazione di un conguaglio sulla quota di concessione dell’impianto.L’amministrazione comunale avrebbe comunque partecipato alle riunioni con ruolo osservativo, ma non attivo. «Il nostro interesse è stato quello di trovare persone vicine alla pista come sede e come opportunità – spiega Domenico De Filippo, presidente provinciale della Federazione ciclistica italiana -, che possano sfruttare gli spazi anche come opportunità per attirare pubblico sperando di valorizzare l’impianto anche per altre iniziative: non si può perdere una struttura del genere», conclude, ricordando che quello di San Giovanni al Natisone è uno dei due impianti regionali e che quello di Pordenone sarà a breve oggetto di lavori che non ne permetteranno l’utilizzo.Assieme a De Filippo, a dare un concreto aiuto nella formazione del nuovo direttivo, anche Francesco Seriani, vicepresidente del comitato regionale, con il consigliere Aldo Segale. «L’attività del Tutti in pista a San Giovanni – aggiunge Segale – non è solo quella di organizzare qualche serata di gare, ma anche di coordinare e gestire un Centro-scuola che coinvolge quasi un centinaio di ragazzi provenienti dalle province di Udine, di Gorizia e di Trieste».

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