Home » Programma » Una San Giovanni dove è bello vivere

puzzleLa nostra proposta di programma si sviluppa ponendo al centro la persona, i suoi bisogni, le sue speranze.

Il livello di benessere di un paese e il buon funzionamento della cosa pubblica si misura in particolare da come sono organizzati i servizi.

In questi tempi di crisi, a maggior ragione, l’aspetto sociale acquista una rilevanza preponderante a cui bisogna rispondere ottimizzando le risorse e i servizi, al fine di soddisfare, non solo le emergenze quotidiane, ma anche di promuovere una coscienza sociale diversa. Coscienza nuova che si acquisisce mettendo a disposizione quanto ciascuno può dare delle proprie capacità o del proprio tempo al servizio della comunità.

La presenza delle associazioni diventa in questa particolare contingenza fondamentale per organizzare e sostenere le attività che l’amministrazione comunale intende promuovere. Tale bagaglio di esperienze e di conoscenza della realtà del nostro territorio può essere maggiormente valorizzato incrementando una collaborazione attiva, considerato che un comune non può essere visto solo come una entità burocratica e amministrativa, ma la parola stessa richiama l’idea di comunità. Ed essere comunità significa attenzione e cura verso tutte le fasce della popolazione, perché un paese o cresce insieme o non cresce.

Una comunità non ha futuro se non crede nelle risorse dei propri giovani e questo significa innanzi tutto attenzione al mondo della scuola e della formazione a tutti i livelli.

Difendere la qualità dell’offerta educativa esistente ed ampliarla con ulteriori progetti ed iniziative sarà una delle priorità del mandato.

Questo significa mantenere ed incrementare il livello di efficienza e sicurezza degli edifici scolastici e delle strutture collegate.

Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia, creare degli spazi in cui i bambini più piccoli possano, accompagnati dai genitori, conoscersi e giocare assieme ai bimbi più grandi per consentire di anticiparne l’inserimento a partire dai due anni di età e l’attivazione di un servizio di pre-accoglienza o post-accoglienza per la scuola dell’infanzia e primaria è un’esigenza che riteniamo debba essere valutata con la massima attenzione in base alle necessità riscontrabili di anno in anno.

Per i livelli della scuola secondaria di primo e secondo grado, riteniamo utile, inoltre, creare progetti originali volti a favorire un dialogo più efficace tra mondo della scuola e mondo del lavoro, anche con l’attivazione di progetti pilota finalizzati a consentire ai giovani di entrare in contatto con il mondo dell’impresa e all’impresa di arricchirsi con le idee e il modo di vedere più aperto tipico delle giovani generazioni.

San Giovanni e le sue frazioni sono una realtà che cresce: nel corso dell’ultimo quinquennio si è registrato un buon incremento demografico e questo è un segno di vitalità al quale deve corrispondere una pari capacità dell’amministrazione di rispondere in termini di servizi, di politiche di sostegno e d’ accoglienza.

La comunità di base è indubbiamente la famiglia e a questa sono indirizzate molte delle nostre proposte, con particolare attenzione ai bisogni dei soggetti socialmente o anagraficamente più deboli e delle giovani coppie.

Proponiamo ad esempio di:

  • offrire ai neogenitori una “welcome box” contenente il necessario per le prime cure del neonato come augurio di benvenuto nella nostra comunità, accompagnato da un contributo per l’utilizzo dei pannolini lavabili, per favorire uno stile di vita sostenibile e nel rispetto dell’ambiente, come già avviene in altri comuni della nostra regione;
  • dare concretezza all’idea della “Tagesmutter”, un servizio approvato dalla Regione Friuli Venezia-Giulia che prevede un sistema di servizio educativo domiciliare per la prima infanzia, gestito da personale qualificato, che opera all’interno della propria abitazione, garantendo la cura e l’educazione ai bambini in un ambiente sereno e familiare. Un’opportunità di occupazione per le donne disoccupate e allo stesso tempo un supporto alle necessità dei genitori;
  • mutuare il concetto di “Tagesmutter” anche per un sostegno attivo alle persone anziane della nostra comunità e alle loro famiglie;
  • realizzare, in sinergia con l’ambito socio-assistenziale del Cividalese di cui facciamo parte, un centro diurno per anziani e organizzare un servizio di trasporto verso le più vicine località termali riservato a coloro che necessitino di questo tipo di cure;
  • attivare uno sportello di ascolto per sostenere il disagio derivato dalla perdita o dalla mancanza di lavoro.

Dall’esperienza personale di molti di noi è emerso inoltre il bisogno di essere vicini ai nostri ragazzi nel periodo cruciale dell’adolescenza. Ad esempio attivando progetti ispirati alle buone esperienze di altre realtà, volti a favorire una migliore socializzazione, che valorizzi la naturale passione dei giovani per le attività sportive e la vita associativa, anche per evitare i rischi di una eccessiva centralità della comunicazione social, che spesso crea una rete di amicizie e rapporti più fittizi che reali, esponendo i nostri ragazzi anche a rischi difficilmente controllabili e, a volte, purtroppo, pericolosi.

Infine si ritiene di riproporre lo svolgimento della festa del Santo Patrono del capoluogo, coinvolgendo le varie associazioni del territorio e dandole una valenza, oltre che di momento di aggregazione e festa, anche di tipo culturale-sociale.